Lo scorso dicembre è stato diffuso il Quinto Rapporto Auditel-Censis che fotografa cosa sta accadendo nelle case degli italiani in merito alle dotazioni tecnologiche e ai consumi mediatici.
Per la maggioranza delle famiglie il digitale è entrato a far parte della vita e del quotidiano, ha migliorato la sua qualità semplificando e rendendo più semplici e veloci molte attività.
La spesa per le apparecchiature digitali è l’unica in crescita dal 2008, come pure sono in costante aumento i dispositivi connessi ad internet nelle abitazioni: nel 2022 erano oltre 93 milioni con un incremento di 20 milioni dal 2017.
I nuclei familiari che dispongono di una connessione al web sono il 90,4%, il 59,8 possiede un collegamento internet sia mobile sia fisso, mentre 2 milioni e 300.000 nuclei familiari, quasi tutti composti da persone con più di 65 anni, non sono collegati.
A fronte di tali dati è importante però precisare che nove milioni di famiglie, il 38,3%, vivono in zone non coperte dalla banda larga, con una quota del 30,4% per il Centro e addirittura il 46,6% per il Sud e le Isole; 5 milioni e 200.000 nuclei, il 22%, con oltre 11 milioni di componenti, si collegano unicamente tramite la telefonia.
Il Rapporto si articola in quattro capitoli che descrivono la vita digitale degli italiani, l’incremento degli schermi, anche smart, e degli apparecchi sui quali è possibile seguire i contenuti televisivi; le nuove forme di fruizione, come i contenuti e i programmi sul web. Il quarto analizza anche le fragilità crescenti che emergono in questo quadro positivo: «problematiche economiche e psicologiche nelle famiglie italiane, che oggi sono più piccole, più vecchie, più povere, più disuguali rispetto a cinque anni fa».
Nicola Bizzarro
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