(di Marina Grattapaglia)
In un'odissea nello spazio che si rispetti c'è da aspettarsi di incontrare esseri alieni… ma fare incontri ravvicinati del terzo tipo mentre lavori al Csi, beh, non è cosa da tutti i giorni!
Eppure a me capitò qualcosa del genere, o almeno, è quello che pensai al primo impatto…
Successe molto tempo fa, non so di preciso quando, era al tempo in cui si usavano i nastri magnetici per memorizzare dati e comandi per produrre cartografia.
Le unità nastro erano in sala macchine, non accessibile direttamente, quindi noi del settore Territorio, eravamo soliti scendere "sotto" davanti alla porta scorrevole e un operatore ritirava o ci restituiva le nostre bobine.
Ero dunque scesa nella "anticamera" della sala macchine per portare o ritirare un nastro e aspettavo che si affacciasse un operatore… quando la porta scorrevole si aprì e vidi uscire una coppia, lui e lei, completamente rivestiti di una calzamaglia argentata, dalla testa ai piedi… si vedevano solo i volti, giovani, sorridenti e un po' trasognati…
Rimasi decisamente sbalordita e trasecolata, e lì per lì, appunto, credetti di trovarmi di fronte a degli alieni! Fu questione di pochi istanti, certo, ma quella sensazione la ricordo bene!
Non ricordo come venni a sapere poi che stavano girando un film, e non saprei proprio dire di che film si trattasse: qui i miei ricordi finiscono ahimè, ma sono certa che altri sapranno completare la storia. Anzi, ho vaga memoria che dietro i vetri della sala macchine ci fossero colleghi che avevano assistito di nascosto al mio "incontro ravvicinato" inaspettato assai divertiti del mio sbalordimento!
